‘La prima pietra’, il libro del prete gay che si è ribellato. Krzysztof Charasma: “La Chiesa deve chiedere perdono o tacere per sempre”

Nella vita di Krzysztof Charamsa c’è un passato e c’è un presente più vicini di quanto si immagini. Un prima e un poi che lo hanno portato a fare scelte importanti o a non poter scegliere affatto, ma solo a subire decisioni prese da altri, semplicemente per aver detto di essere se stesso. Nato a Gdynia, in Polonia, nel 1972, teologo, è stato ufficiale della congregazione per la dottrina della fede (ex sant’uffizio, ex santa inquisizione), il più importante ufficio Vaticano, e secondo segretario della commissione teologica internazionale, l’organismo che riunisce ufficialmente i più autorevoli teologi della Chiesa. Per diciotto anni è stato sacerdote, oltre che professore alla pontificia università Gregoriana e al pontificio ateneo Regina Apostolorum.

Tutti questi incarichi prestigiosi non li ha più dal 3 ottobre dello scorso anno, da quando ha fatto coming out e da quando ha scritto una lettera (alla quale non ha mai ricevuto risposta) a Papa Francesco, dove dichiarava di aver preso la decisione “di rifiutare pubblicamente la violenza della Chiesa nei confronti delle persone omosessuali, lesbiche, bisessuali, transessuali, intersessuali”. “Noi non siamo nemici né di essa né della famiglia: questa è un’immagine falsa e offensiva che la Chiesa ha creato di noi e quest’ultima deve smetterla di seminare odio contro chi vuole vivere in pace il proprio amore su questa terra”, si legge nella stessa, pubblicata per la prima volta integralmente nel suo libro, La prima pietra. Io, prete gay e la mia ribellione all ipocrisia della Chiesa, nelle librerie italiane da oggi per Rizzoli, di cui pubblichiamo un estratto in esclusiva.

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